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Come depositare un brevetto in Italia

Non è facile trovare informazioni sul deposito di un brevetto fai-da-te, senza fare affidamento a professionisti. Cercherò quindi di fare una guida passo-passo, dalla stesura del testo all’effettivo deposito, per un modello di utilità.

Istruzioni simili saranno valide per un brevetto di invenzione industriale, ma essendo l’oggetto del brevetto molto più complesso, in questo caso consiglierei di far fare il lavoro ad uno studio, con team di ingegneri e avvocati; in ogni caso cambiano solo i moduli (e i costi, in alcuni casi).

Per prima cosa scarichiamo il modulo U, il prospetto del modulo U e provvediamo alla compilazione.

Per il Modulo U, i campi A e B sono esplicativi. C è il titolo dell’invenzione e D è l’inventore o la lista degli inventori (non necessariamente uguale al richiedente). La classe (E) può essere omessa, provvederà poi l’ufficio ad assegnarla. In ogni caso, se la si scrive, è comunque solo un suggerimento, ed essendoci centinaia di classi io eviterei.
Il campo F è trascurabile a meno che non si stia estendendo un brevetto pre-esistente all’estero, così come I. Nella parte M, scriviamo invece il numero di fogli per ciascuna voce, ed il numero di esemplari (solitamente 1). Faccio presente che, nel primo campo, bisogna inserire il numero di pagine della descrizione, che è composta da: prospetto modulo U, descrizione vera e propria e rivendicazioni. Passiamo quindi ora alla stesura della descrizione e delle rivendicazioni, inseriremo in seguito il numero di pagine totali.
Dati come il numero di domanda, la data del deposito e gli estremi del pagamento possono essere lasciati bianchi.

Passiamo ora al prospetto del modulo U: anche qui lasciamo vuoti il numero della domanda e la data di deposito.
Nel campo A scriviamo i dati del richiedente nel formato: Rossi Mario, Via Gianni 14, 28364 Roma (RM), Italia.

In C, lo stesso titolo specificato nel modulo U, lasciamo vuota E e in O scriviamo un breve riassunto della nostra invenzione. Possiamo già fare riferimento alle figure, nel formato tavola N, figura M, X, dove N è il numero della tavola, M il numero della figura e X la lettera indicante l’area della figura da osservare. In P mettiamo quindi il disegno principale, che dovrà poi essere presente in una delle tavole. Personalmente, per mettere il disegno, ho esportato il PDF compilato in un formato immagine, e l’ho poi modificato incollandoci il disegno.

Passiamo ora alla descrizione, la parte principale del brevetto.
Nella descrizione, tutti i fogli devono essere numerati, partendo dal numero 2 perché il foglio 1 è il prospetto U. Dal 2 si prosegue in modo consecutivo per ogni pagina della descrizione, incluse le rivendicazioni, che vanno scritte all’inizio di un foglio nuovo, ma senza interrompere la numerazione.

Iniziamo la prima pagina della descrizione con la dicitura:
A NOME DI [nome dell’inventore o degli inventori]
TITOLO: [titolo dell’invenzione, scritto già prima nel modulo U]
DESCRIZIONE
[segue poi la descrizione vera]

La descrizione deve essere completa e chiara, idealmente tale da permettere ad un tecnico del settore la realizzazione del disposti io oggetto del brevetto. Può contenere formule matematiche e chimiche ma non immagini, per questo è però possibile collegarsi con riferimenti alle tavole. Completata la descrizione, andiamo in una nuova pagina e procediamo con le rivendicazioni: si tratta di un elenco di ciò su cui l’inventore rivendica i diritti. Le rivendicazioni sono numerate, a partire da 1, ed è possibile per ogni rivendicazione fare riferimento ai punti precedenti. Ad esempio:

1. Mezzo per il trasporto di persone su strada

2. Mezzo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato da quattro ruote

Le rivendicazioni sono la parte più importante della domanda di brevetto in quanto stabiliscono di cosa effettivamente si vuole vedere riconosciuta la paternità. Ovviamente rivendicazioni troppo ampie annullano l’utilità del brevetto per il rischio di andare a coprire qualcosa che invece già esiste.

È possibile allegare disegni (tavole) numerati, a partire da 1. Ogni tavola si divide in disegni, anche questi numerati a partire da 1, e ogni disegno si divide a sua volta in parti, che contraddistinguono appunto delle parti dell’oggetto per facilitare la lettura della descrizione. Le parti sono contraddistinte da lettere, a partire dalla A.

Nella descrizione è possibile fare riferimento alle tavole e ai rispettivi disegni, indicando ogni volta la tavola, il disegno e la parte a cui ci si riferisce.

Completati (e stampati) moduli e fogli, non ci resta che pagare le varie spese.

Il pagamento principale è quello da effettuare con un bollettino postale a tre sezioni, prendendo un bollettino vuoto e intestandolo a Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara, al conto corrente numero 668004. Per il deposito di un modello di utilità bisogna versare 120€.

Con le ricevute del pagamento (e, se vogliamo la copia conforme, con una marca da bollo da 16€), rechiamoci ora alla Camera di Commercio. Qui sarà possibile procedere all’effettivo deposito, pagando 40€ di spese di deposito, che salgono a 43€ se si richiede la copia conforme, ovvero una copia del documento depositato, timbrato e firmato dall’operatore dell’ufficio.

A questo punto non resta che aspettare per conoscere l’esito della domanda!